Il pasto da casa…..un’occasione persa

La nostra proposta di offrire alle famiglie la possibilità di scelta, al momento dell’ iscrizione scolastica al tempo pieno (40 ore), tra il servizio mensa e il consumo del pasto portato da casa, non è stata accolta!
La Commissione si è così espressa : qualora dovessero pervenire richieste dalle famiglie di usufruire del pasto da casa, saranno le scuole a doversi organizzare e regolamentare !!!
Prendiamo atto della decisione di attivarsi solo nel momento in cui le famiglie ne facciano specifica richiesta, richiesta che deve essere obbligatoriamente accettata dalla scuola, come stabilisce la sentenza di Torino e gli indirizzi guida nelle note del Ministero. Siamo consapevoli della “polemica” che ha generato questa sentenza e dei relativi ricorsi, ma legittima la richiesta di consumare il pasto portato da casa.
Questa nuova possibilità REGOLAMENTATA, a nostro avviso avrebbe portato diversi miglioramenti come ad esempio la possibilità di un risparmio economico per le famiglie (4,90euro è il costo del buono pasto giornaliero) e come diretta conseguenza una probabile maggiore attenzione agli standard qualitativi della mensa “per non far scappare i clienti”.
Rispettiamo il parere espresso dai commissari e l’autonomia della scuola, precisando ancora una volta, che la nostra era una proposta di scelta libera, un’idea e non una “ battaglia”.
Ricordiamo a tutti i “politici” presenti in Commissione, agli Amministratori e alle Istituzioni che le Sentenze possono non piacere ma è doveroso applicarle.
E’ stato inoltre sollevato in Commissione la possibilità del “rischio di emarginazione” per un alunno qualora la famiglia eserciti il diritto di una scelta diversa. Se il rischio esiste va affrontato e risolto, come sempre avviene nelle scuole quando si presentano tali situazioni. Il concetto di allineare tutti in maniera conformista per evitare il rischio di “diversità” è davvero antitetico al messaggio che invece deve essere lanciato a partire dalle scuole.
Sempre impegnandoci sullo stesso fronte, siamo ancora in attesa di ricevere i documenti richiesti con accesso agli atti il 24 marzo, in relazione al monitoraggio sulla qualità del servizio mensa che il Comune, tramite il tecnologo e i suoi incaricati, deve effettuare a garanzia della corretta esecuzione del servizio. Supponiamo che le affermazioni di alcuni rappresentanti dei genitori degli istituti scolastici, sulla buona qualità della mensa, siano dettate e supportate da dati certi e ci auguriamo di poterle confermare dopo la visione dei relativi documenti. Sarà nostra premura informare i cittadini dei risultati che emergeranno.
Lo scopo non è ovviamente di effettuare un controllo punitivo, siamo convinti che non sia questo il caso, ma piuttosto di esercitare quella che definiamo cittadinanza attiva, ovvero la partecipazione e l’interesse in quelle questioni che ci toccano quotidianamente in prima persona, allo scopo di assicurare la migliore qualità della vita per tutti, specialmente nel caso dei cittadini più piccoli: i bambini.

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